Il nostro obiettivo è proprio quello di fornire un servizio di CONSULENZA INDIPENDENTE a supporto delle aziende in tutto il processo dei rischi finanziari, economici e di business.
La prima caratteristica che deve avere tale processo è di essere seguito con rigore. Rigore nella formalizzazione di una Risk Management Policy che definisca in modo chiaro obiettivi, strumenti utilizzabili e autonomie decisionali.
Si tratta di concetti che sono da tempo consolidati nel mondo dell’Asset Management e in quello bancario e che ormai tutta una serie di fattori stanno portando verso il mondo Corporate. La diffusione dei Derivati nelle politiche di hedging e le problematiche relative a Basilea2 e IAS sono tra questi fattori.
Crediamo che una METODOLOGIA DI TIPO QUANTITATIVO aiuti a rendere più oggettiva e rigorosa l’attività di risk management.
Premesso che rischio è qualunque fattore che rende incerto il raggiungimento degli obiettivi aziendali, il processo di Risk Management in un’azienda va individuato in una serie di passaggi successivi che rappresentano le tappe fondamentali per la scelta delle strategie migliori per ridurre i fattori di incertezza.
- 1. Individuazione dei fattori di rischio
- 2. Misurazione del grado di esposizione al rischio
- 3. Definizione della Risk Management Policy
- 4. Implementazione delle strategia di gestione
- 5. Monitoraggio dei risultati
1. Definiti gli obiettivi all’interno di un piano industriale, l’individuazione dei fattori rischio non è sempre una cosa immediata e banale. Prendendo ad esempio il caso del dollaro di questi giorni, un’azienda esportatrice può scoprire che il proprio conto economico è sensibile al ribasso del dollaro non solo limitatamente alla quota del proprio fatturato denominato in valuta USA, ma anche in funzione della valuta di denominazione del mercato del prodotto, ma anche alle caratteristiche dei concorrenti. Il compito del consulente è aiutare l’azienda a focalizzare l’attenzione su questi aspetti.
2. Misurare il grado di esposizione al rischio significa capire il grado di sensibilità dei conto economico aziendale alle variazioni dei fattori di rischio individuati, tenendo conto dell’impatto dell’effetto correlazione.
3. I primi due punti devono poi trovare risultanza nella definizione delle linee guida che l’azienda si pone insieme al sistema di limiti. C’è un problema molto pesante che consiste nella necessità di valutare che scelte di copertura diverse possono avere diversi gradi di valenza strategica e quindi devono essere di competenza di organi diversi. Decidere di coprire tutto il fatturato a budget con operazioni a termine sterilizzando completamente il rischio di cambio, sembrerebbe una scelta prudenziale. Lo è solo in prima approssimazione se ci si dimentica di tener conto cosa possono fare i clienti e i competitors. Se si vendono a termine tutti i dollari che si incasseranno e il dollaro poi sale, e allo stesso tempo i concorrenti coprono meno, l’azienda si espone al rischio di non poter modificare le proprie politiche commerciali e di prezzo.
CALIPSO non si pone come società di auditing, ma il supporto nel valutare il peso relativo delle scelte operative può aiutare l’azienda a definire i gradi di autonomia ed il sistema di limiti
4. Nella fase di scelte gestionali, ovvero nell’implementazione delle politiche di Risk Management, è importante poter confrontare su basi omogenee le performance delle diverse possibili strategie di riequilibrio finanziario e/o copertura dei rischi.
Confronto in termini di:
- Trade-off riduzione del rischio / costo della strategia (Risk Analysis). La riduzione della volatilità del conto economico può costare in termini di lieve riduzione delle performance attese, ma in certi contesti ne può valere la pena.
- Valutazione del Fair Value delle singole strategie, ovvero del prezzo al quale realisticamente
ci si può aspettare di chiudere le stratge di copertura anche tenendo conto di spread da pagare al mercato - Efficacia di copertura ai fini contabili (IAS39)
CALIPSO, consulente indipendente, libero da conflitti d’interessi in quanto non vende strumenti finanziari, è perfettamente in grado di supportare l’azienda nel rispondere ai quesiti sopraindicati.
5. L’attività non si ferma al momento dell’ implementazione delle scelte di copertura ma in una realtà complessa e dinamica come quella dell’azienda è necessario continuare a tenere monitorata l’efficacia delle operazioni. Questo è sempre più vero se si tiene conto dell’impatto degli IAS 39 e dell’impegno che quindi l’azienda dovrà profondere in sede di chiusure contabili. Tuttavia, anche volendo prescindere dai nuovi standard contabili, a fini strettamente gestionali resta la necessità di una comparare i risultati ed obiettivi di partenza.
Nel momento in cui si arriva ad estendere l’analisi descritta ad un numero sempre più elevato di fattori di rischio (finanziari, economici e di business) che possono impattare sui cash flows e sugli utili futuri, è molto breve il passaggio ad un’area contigua a quella fin qui descritta e che ha a che vedere con la valutazione della tenuta del piano industriale di un’azienda e delle probabilità che ha tale piano di avere successo. Siamo così entrati nella sfera del Rating Advisory tramite la valutazione delle probabilità di default di un’azienda. Seguendo un approccio integrato, si sottopongono a shock i principali fattori di rischio impliciti in un business plan e, osservando gli impatti sulla struttura economico-finanziaria dell’azienda, abbiamo un metodo e uno strumento che ci aiuta a determinar il suo merito di credito.



Metodologia